Agevolazioni fiscali e crediti d'imposta per le imprese nel 2026

Aggiornamento: 12 ott

Iperammortamento, ZES Unica, ricerca e sviluppo, patent box e i nuovi crediti per agricoltura ed energivore: chi può usarli, quanto valgono e come si accede.
Nel 2026 il sistema delle agevolazioni fiscali per le imprese è cambiato in profondità.
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha chiuso la stagione dei crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0 per i nuovi investimenti e ha spostato il baricentro sull'iperammortamento, affiancandolo a una serie di crediti mirati: la proroga della ZES Unica fino al 2028, un credito dedicato alle imprese agricole e della pesca, uno per le imprese energivore, la conferma del credito per ricerca e sviluppo.
Un'agevolazione fiscale non è un bonifico: è un risparmio sulle imposte, che arriva come credito da compensare nel modello F24 oppure come costo deducibile più alto del reale.
Per capire l'ordine di grandezza basta un esempio.
Un'impresa metalmeccanica che nel 2026 acquista un centro di lavoro interconnesso da 1.000.000 di euro può dedurre, oltre al costo del bene, una maggiorazione del 180%, cioè altri 1.800.000 euro.
Con l'aliquota IRES al 24%, il risparmio d'imposta complessivo arriva a circa 432.000 euro, distribuito sugli anni di ammortamento del bene e a condizione che l'impresa abbia utili sufficienti per assorbirlo.
INDICE
Le agevolazioni fiscali attive nel 2026
Misura | Per chi | Beneficio | Come si accede | Fonte |
Imprese con reddito d'impresa | Maggiorazione del costo deducibile: 180% fino a 2,5 milioni, 100% fino a 10, 50% fino a 20 | Comunicazioni al GSE, perizia asseverata | Art. 1, cc. 427-436, L. 199/2025 | |
Imprese che investono nel Mezzogiorno, in Marche e Umbria (zone ammesse) | Credito d'imposta fino al 60% secondo area e dimensione, ridotto dalla percentuale di riparto annuale | Comunicazione all'Agenzia delle Entrate in finestra fissa | Art. 16 DL 124/2023; L. 199/2025, cc. 438-443 | |
Imprese che investono nelle Zone Logistiche Semplificate | Credito d'imposta proporzionale, limite 100 milioni annui | Comunicazione all'Agenzia delle Entrate | Art. 13 DL 60/2024; L. 199/2025, cc. 444-446 | |
ZES agricoltura | Imprese agricole, forestali, della pesca e acquacoltura nelle regioni ZES | Credito d'imposta, dotazione 50 milioni per il 2026 | Comunicazioni all'Agenzia delle Entrate | Art. 16-bis DL 124/2023; L. 199/2025, cc. 462-466 |
Credito agricoltura e pesca 4.0 | Produzione agricola primaria, pesca, acquacoltura | 40% degli investimenti 4.0 fino a 1 milione | In attesa del decreto attuativo | L. 199/2025, cc. 454-459 |
Credito energivori e gasivori | Imprese negli elenchi CSEA 2025 | Credito sugli investimenti 4.0 effettuati nel 2025 | In attesa del decreto attuativo | L. 199/2025, cc. 962-965 |
Tutte le imprese | 10% delle spese, massimo 5 milioni annui, fino al 2031 | Comunicazione al MIMIT, certificazione delle spese, F24 | Art. 1, c. 203-bis, L. 160/2019 | |
Credito design | Imprese con attività di design e ideazione estetica | 10%, massimo 2 milioni, solo per il 2026 | Comunicazione al MIMIT | Art. 1, c. 203-quater.1, L. 160/2019 |
Imprese che sviluppano software protetto, brevetti, disegni e modelli | Maggiorazione del 110% dei costi di ricerca e sviluppo | Opzione in dichiarazione, quinquennale | Art. 6 DL 146/2021 | |
Maxi-deduzione assunzioni | Imprese e professionisti che aumentano l'organico stabile | Costo dei nuovi assunti deducibile al 120% | Direttamente in dichiarazione | Art. 4 D.Lgs. 216/2023; c. 399 L. 207/2024 |
Imprese, autonomi, enti non commerciali | 75% dell'incremento della spesa pubblicitaria su stampa | Comunicazione telematica a marzo | Art. 57-bis DL 50/2017 |
Iperammortamento: la maggiorazione sui beni strumentali
È la misura principale del 2026 e quella che ha sostituito i crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0.
Il punto che viene capito male più spesso: non è un credito da compensare in F24, ma un costo deducibile più alto.
Se l'impresa non ha utili, il beneficio si trasforma in perdita fiscale da riportare negli anni successivi.
Chi può accedere
Le imprese che producono reddito d'impresa, con strutture produttive in Italia, indipendentemente da dimensione e settore. Sono escluse le imprese agricole e della pesca che determinano il reddito su base catastale, per le quali esiste un credito dedicato (vedi sotto), e, secondo l'interpretazione prevalente, i soggetti in regime forfettario.
Cosa si agevola
Beni strumentali nuovi materiali e immateriali con caratteristiche 4.0, elencati negli Allegati IV e V della L. 199/2025: macchinari interconnessi, sistemi di automazione, software capitalizzati, impianti per l'autoproduzione di energia rinnovabile destinata all'autoconsumo.
Gli investimenti vanno effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Il requisito di origine europea dei beni, previsto nella prima versione della norma, è stato soppresso con effetto retroattivo.
Quanto vale
La maggiorazione si calcola per scaglioni annuali di investimento.
Investimento annuo | Maggiorazione | Costo deducibile complessivo |
Fino a 2,5 milioni di euro | 180% | 280% del costo |
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni | 100% | 200% del costo |
Oltre 10 e fino a 20 milioni | 50% | 150% del costo |
Oltre 20 milioni | nessuna | 100% del costo |
Stima indicativa: il risparmio effettivo dipende dall'aliquota d'imposta, dal piano di ammortamento del bene e dalla capienza del reddito imponibile. Non è un parere fiscale.
Come si accede
Attraverso la piattaforma del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) con tre comunicazioni: preventiva, di conferma con il pagamento di un acconto del 20% e di completamento, da trasmettere entro il 15 novembre 2028.
Serve una perizia tecnica asseverata per ogni investimento, e fatture e documenti di trasporto devono riportare il riferimento alla norma.
La maggiorazione decorre dal periodo d'imposta in cui si trasmette la comunicazione di completamento: all'8 ottobre 2026 questa funzione della piattaforma non risultava ancora aperta.
Cumulabilità.
È cumulabile con la ZES Unica sullo stesso bene, calcolando la maggiorazione sul costo al netto del credito ZES; non è cumulabile con il credito Transizione 4.0 sulla stessa spesa.
Approfondimento completo: Iperammortamento 2026-2028
Credito d'imposta ZES Unica e ZLS
La ZES Unica (Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno) è il credito d'imposta per chi investe in beni strumentali nel Sud.
La L. 199/2025 l'ha prorogata per il triennio 2026-2028, estendendola a Marche e Umbria.
Chi può accedere
Le imprese che investono in strutture produttive in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata, Molise e Sardegna (intero territorio) e nelle zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria. Sono esclusi alcuni settori, tra cui siderurgia, carbone, energia, trasporti, finanza, produzione agricola primaria e pesca.
Cosa si agevola
Macchinari, impianti, attrezzature e immobili strumentali facenti parte di un progetto di investimento di almeno 200.000 euro, fino a 100 milioni per progetto.
Quanto vale
Le percentuali massime dipendono dalla regione e dalla dimensione dell'impresa.
Area | Grande impresa | Media impresa | Piccola impresa |
Campania, Puglia, Calabria, Sicilia | 40% | 50% | 60% |
Basilicata, Molise, Sardegna | 30% | 40% | 50% |
Zone assistite di Abruzzo, Marche, Umbria | 15% | 25% | 35% |
Come si accede.
Con due comunicazioni all'Agenzia delle Entrate.
La finestra per gli investimenti 2026 si è chiusa il 1° giugno 2026: chi l'ha presentata deve inviare la comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027 (il 17 è domenica: il termine slitta a lunedì 18 gennaio), a pena di decadenza. Per gli investimenti 2027 la finestra è dal 31 marzo al 30 maggio 2027.
Questa è la scadenza che si vede saltare più spesso: senza la comunicazione preventiva, il credito per quell'anno è perso, anche se l'investimento è perfettamente ammissibile.
ZLS
Lo stesso meccanismo vale per le Zone Logistiche Semplificate, le aree portuali e retroportuali del Centro-Nord individuate per legge, con un limite di spesa di 100 milioni di euro per ciascun anno dal 2026 al 2028 e le stesse finestre di comunicazione. ZES e ZLS non si cumulano sulla stessa spesa.
Approfondimento completo: Credito d'imposta ZES Unica 2026
Credito d'imposta 2026 per le imprese agricole
Le imprese agricole sono escluse sia dall'iperammortamento (quando il reddito è determinato su base catastale) sia dalla ZES Unica ordinaria. Per loro la legge prevede due strumenti distinti.
Credito d'imposta 40% per investimenti 4.0 in agricoltura e pesca.
La L. 199/2025 riconosce alle imprese della produzione agricola primaria, della pesca e dell'acquacoltura un credito d'imposta del 40% sugli investimenti in beni 4.0 degli Allegati IV e V, effettuati dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028, per investimenti fino a 1 milione di euro.
Il credito si usa in F24 dall'anno successivo alla spesa e richiede la certificazione delle spese da parte di un revisore legale.
La dotazione è molto contenuta, 2,1 milioni di euro per ciascun anno: le richieste saranno con ogni probabilità ridotte in proporzione. E la misura non è ancora operativa, perché il decreto del Ministero dell'agricoltura che deve fissare criteri e procedure non è stato rinvenuto tra gli atti ufficiali pubblicati alla data di questa pagina.
ZES agricoltura 2026.
Il credito d'imposta per gli investimenti delle imprese agricole, forestali e della pesca nelle regioni della ZES Unica è stato prorogato al 2026 con una dotazione di 50 milioni di euro, per le spese sostenute dal 1° gennaio al 15 novembre 2026.
La comunicazione preventiva andava presentata entro il 30 maggio 2026; chi l'ha inviata deve trasmettere la comunicazione delle spese effettivamente sostenute dal 20 novembre al 2 dicembre 2026, a pena di decadenza.
Credito d'imposta per le imprese energivore
Chi cerca un credito d'imposta 2026 per le imprese energivore trova soprattutto informazioni sui crediti sul costo dell'energia del 2022-2023, che non sono più in vigore.
La misura vigente è un'altra.
La L. 199/2025 riconosce alle imprese iscritte nel 2025 negli elenchi delle imprese a forte consumo di energia elettrica o di gas naturale tenuti dalla CSEA (Cassa per i servizi energetici e ambientali) un credito d'imposta sugli investimenti in beni 4.0 effettuati nel 2025, con le aliquote del piano Transizione 5.0, cioè legate al risparmio energetico ottenuto.
Il limite di spesa complessivo è di 10 milioni di euro per il 2026, il credito si usa solo in F24 e non è cumulabile con altre agevolazioni sugli stessi costi.
Anche qui manca un tassello: il decreto MIMIT-MEF che deve definire criteri, modalità e percentuali massime non è stato rinvenuto tra gli atti ufficiali alla data di questa pagina.
Chi ha investito nel 2025 ed è negli elenchi CSEA farebbe bene a raccogliere fin d'ora la documentazione sul risparmio energetico, in attesa delle regole operative.
Credito d'imposta ricerca, sviluppo e design
Chi può accedere
Tutte le imprese residenti, senza limiti di settore o dimensione, purché in regola con DURC e norme sulla sicurezza.
Quanto vale nel 2026
Attività | Aliquota | Massimale annuo | Durata | Fonte |
Ricerca e sviluppo | 10% | 5 milioni di euro | fino al periodo d'imposta 2031 | Art. 1, c. 203-bis, L. 160/2019 |
Design e ideazione estetica | 10% | 2 milioni di euro | solo periodo d'imposta 2026, limite complessivo 60 milioni | Art. 1, c. 203-quater.1, L. 160/2019 |
Innovazione tecnologica | non più prevista | terminata con il periodo d'imposta 2025 | Art. 1, cc. 203-ter e 203-sexies, L. 160/2019 |
Come si accede
Non c'è un bando.
L'impresa invia una comunicazione al MIMIT, fa certificare le spese da un revisore e utilizza il credito in compensazione in tre quote annuali; il credito per il design 2026 si usa invece in un'unica quota, previa comunicazione al MIMIT secondo le modalità fissate con decreto direttoriale.
La parte più delicata è la documentazione tecnica che dimostra la natura di ricerca dell'attività: è lì che si concentrano i controlli.
Approfondimento completo: credito d'imposta ricerca, sviluppo e design
Patent Box
Il Patent Box consente di dedurre i costi di ricerca e sviluppo sostenuti per software protetto da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli con una maggiorazione del 110%.
Su 100.000 euro di costi agevolabili, la deduzione aggiuntiva è di 110.000 euro; la maggiorazione vale sia ai fini IRES sia ai fini IRAP.
Si accede con un'opzione in dichiarazione dei redditi, valida cinque anni e rinnovabile. Una documentazione predisposta secondo le regole dell'Agenzia delle Entrate protegge dalle sanzioni in caso di rettifica.
Attenzione al cumulo con il credito ricerca e sviluppo sugli stessi costi: è ammesso, ma impone di ridurre la base del credito del risparmio d'imposta ottenuto con il Patent Box.
Approfondimento completo: patent box
Maxi-deduzione per le nuove assunzioni
Chi aumenta il numero di dipendenti a tempo indeterminato può dedurre il costo dei nuovi assunti maggiorato del 20%, quindi al 120%, con un'ulteriore maggiorazione per alcune categorie di lavoratori svantaggiati definite con decreto del Ministero dell'economia.
La misura vale per i periodi d'imposta 2025, 2026 e 2027, per imprese e professionisti, a condizione che l'organico stabile a fine anno superi quello medio dell'anno precedente.
Non richiede domande: si applica in dichiarazione.
Il calcolo dell'incremento va però fatto con attenzione, perché si considerano anche le riduzioni di personale nelle società controllate o collegate.
Bonus pubblicità
Credito d'imposta del 75% sulla parte incrementale degli investimenti pubblicitari su quotidiani e periodici, anche online, a condizione che la spesa superi almeno dell'1% quella dell'anno precedente.
La comunicazione per l'anno 2026 si è chiusa il 1° aprile 2026; per gli investimenti realizzati va presentata una dichiarazione sostitutiva dal 9 gennaio al 9 febbraio 2027. La finestra per il 2027 è attesa a marzo.
Approfondimento: Bonus pubblicità 2026
Agevolazioni fiscali per nuove imprese, start-up e piccole imprese
Non esiste un'agevolazione fiscale riservata in quanto tale alle piccole imprese: le misure descritte sopra sono aperte a tutte le dimensioni, ma alcune premiano le imprese più piccole (la ZES Unica riconosce alle piccole le percentuali più alte). Per chi avvia un'attività contano soprattutto tre strumenti.
1. Regime forfettario per le nuove attività. Le persone fisiche che avviano un'attività d'impresa o professionale nel regime forfettario pagano un'imposta sostitutiva del 5%, invece del 15%, per il primo anno e i quattro successivi, se non hanno svolto attività analoghe nei tre anni precedenti (art. 1, c. 65, L. 190/2014).
2. Incentivi a chi investe in start-up innovative. Chi entra nel capitale di una start-up innovativa può detrarre dall'IRPEF, o dedurre dal reddito se è una società, il 30% dell'investimento (art. 29 DL 179/2012). In alternativa, per le persone fisiche che investono in start-up iscritte da non più di tre anni, la norma prevede una detrazione del 65%, fino a 100.000 euro di investimento annuo, nel regime de minimis (art. 29-bis). È un beneficio per l'investitore, non per la start-up, ma rende più semplice raccogliere capitale.
3. Misure non fiscali dedicate. Per le nuove imprese gli strumenti più forti restano i contributi e i finanziamenti agevolati: Resto al Sud 2.0, Bando ON, Smart&Start. Sono elencati nella nostra pagina dedicata ai bandi per le imprese.
Approfondimento: Startup innovativa: requisiti e vantaggi
Imprese sociali e reti di imprese
Imprese sociali
Dal periodo d'imposta 2026 diventano applicabili alle imprese sociali le misure fiscali dell'art. 18 del D.Lgs. 112/2017: gli utili destinati alle riserve obbligatorie non concorrono a formare il reddito imponibile. Gli incentivi del 30% per chi investe nel capitale di un'impresa sociale costituita da non più di cinque anni restano invece subordinati all'autorizzazione della Commissione europea, che va verificata caso per caso prima di farvi affidamento.
Reti di imprese
L'agevolazione fiscale specifica per gli utili accantonati dalle imprese aderenti a un contratto di rete (art. 42, c. 2-quater, DL 78/2010) era limitata ai periodi d'imposta fino al 2012. A seguito di verifica delle fonti ufficiali disponibili, non è stata rinvenuta un'agevolazione fiscale vigente dedicata in modo specifico alle reti di imprese. Le singole imprese della rete accedono alle misure generali descritte in questa pagina, e alcuni bandi regionali premiano i progetti presentati in forma aggregata.
Crediti d'imposta regionali
Alcune regioni introducono periodicamente crediti d'imposta propri, di durata e dotazione limitate. In questa versione della pagina non ne riportiamo nessuno, perché nessuna misura regionale è stata verificata su fonte ufficiale come aperta alla data di aggiornamento: le opportunità regionali attive sono raccolte nella pagina dei bandi.
Cosa non è più attivo
Tre misure molto cercate non sono più disponibili per nuovi investimenti.
1. Transizione 4.0. Il credito d'imposta per i beni strumentali è chiuso: il termine per completare gli ultimi investimenti prenotati nel 2025 è scaduto il 30 giugno 2026. Resta possibile, in alcuni casi, recuperare crediti non utilizzati sui beni acquistati dal 2020 al 2025. Approfondimento: Beni strumentali 4.0 (https://www.gdengineering.net/post/credito-imposta-beni-strumentali-4-0)
2. Transizione 5.0. Le risorse del piano originale si sono esaurite il 6 novembre 2025; per il 2026 la misura è confluita nell'iperammortamento.
3. IRES premiale. L'aliquota IRES ridotta al 20% vale solo per il periodo d'imposta 2025 e non è stata prorogata per il 2026.
Scadenze dei prossimi mesi
Data | Adempimento | Fonte |
dal 20/11/2026 al 02/12/2026 | ZES agricoltura: comunicazione delle spese sostenute nel 2026, a pena di decadenza | Art. 1, c. 463, L. 199/2025 |
31/12/2026 | ZES Unica e ZLS: termine per realizzare gli investimenti dichiarati nella comunicazione 2026 | Provv. AdE prot. 3882/2026 |
dal 03/01/2027 al 17/01/2027 | ZES Unica e ZLS: comunicazione integrativa sugli investimenti 2026 (il 17 è domenica: termine effettivo lunedì 18/01) | Art. 1, cc. 439 e 445, L. 199/2025 |
dal 09/01/2027 al 09/02/2027 | Bonus pubblicità: dichiarazione sostitutiva sugli investimenti 2026 | Dipartimento per l'informazione e l'editoria |
dal 31/03/2027 al 30/05/2027 | ZES Unica e ZLS: comunicazione preventiva per gli investimenti 2027 | Art. 1, cc. 439 e 445, L. 199/2025 |
30/09/2028 | Iperammortamento: termine per effettuare gli investimenti | Art. 1, c. 427, L. 199/2025 |
15/11/2028 | Iperammortamento: termine per la comunicazione di completamento al GSE | D.M. 07/05/2026 |
Domande frequenti
Qual è la differenza tra un'agevolazione fiscale e un contributo a fondo perduto?
Il contributo a fondo perduto e' denaro erogato direttamente all'impresa. L'agevolazione fiscale riduce il carico fiscale tramite crediti d'imposta compensabili in F24, maggiorazioni di ammortamento o aliquote ridotte: non c'e' un accredito diretto, ma un risparmio sulle imposte dovute.
Le agevolazioni fiscali richiedono sempre un bando?
No. Molte, come il credito d'imposta R&S o l'Iperammortamento, non hanno uno sportello a cui presentare domanda: si accede tramite comunicazioni all'amministrazione finanziaria e si applica direttamente in dichiarazione o in compensazione F24.
Posso cumulare più agevolazioni fiscali sullo stesso investimento?
Dipende dalla misura e dal regime di aiuto applicabile. Alcune combinazioni sono espressamente ammesse (come Iperammortamento e ZES Unica sulla stessa spesa), altre sono escluse. Va sempre verificato caso per caso.
Cosa è cambiato nel 2026 rispetto agli anni precedenti?
Transizione 4.0 e Transizione 5.0 sono chiuse a nuove domande dal 1 gennaio 2026, sostituite dall'Iperammortamento. La detrazione ordinaria del 30% per investimenti in PMI innovative non risulta operativa dal 1 gennaio 2026.
Serve una perizia tecnica per tutte le agevolazioni fiscali?
No, dipende dalla misura e dall'importo. Per l'Iperammortamento, ad esempio, sopra i 300.000 euro serve documentazione tecnica periziata; sotto questa soglia basta un'autocertificazione del legale rappresentante.
Come GD Engineering può aiutarti
Il sistema delle agevolazioni fiscali per le imprese è composto da strumenti diversi, ciascuno con le proprie regole di accesso, documentazione e cumulabilità: orientarsi da soli espone al rischio di perdere un beneficio a cui si avrebbe diritto, o di usarlo in modo scorretto.
GD Engineering analizza gli investimenti pianificati o già sostenuti, identifica le agevolazioni fiscali realmente applicabili, e gestisce la documentazione tecnica necessaria -- dalla perizia asseverata alle comunicazioni preventive.




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