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Tutto sul Credito d'imposta di Ricerca, Sviluppo e Design 2026

Immagine del redattore: GD Engineering
GD Engineering
1 set
Tempo di lettura: 9 min

Aggiornamento: 4 giorni fa

Ricerca, sviluppo e design

Il credito Ricerca e Sviluppo è automatico, senza bandi nè graduatorie: si genera con le spese. Dal 7 luglio 2026 è operativo anche il credito gemello per Design e Ideazione Estetica, dedicato a moda, arredo e oreficeria.


Il credito d'imposta per ricerca e sviluppo non ha bandi, graduatorie né plafond da prenotare: matura con le spese sostenute.


Non è però un beneficio senza adempimenti.


Dal 30 marzo 2024 la sua fruizione è subordinata a una comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, trasmessa tramite la piattaforma del GSE, e resta obbligatoria la certificazione contabile delle spese.


Dal 2023 al 2031 l'aliquota è del 10%, con un limite massimo annuale di 5 milioni di euro per impresa.


Esempio: un'impresa che nel 2026 sostiene 300.000 euro di spese ammissibili di ricerca e sviluppo matura un credito di 30.000 euro, utilizzabile in compensazione in tre quote annuali da 10.000 euro a partire dal 2027, dopo la certificazione contabile e la comunicazione al MIMIT.


Il credito per l'innovazione tecnologica si è fermato al 2025, mentre il credito per design e ideazione estetica è stato riattivato per il 2026 con una dotazione di 60 milioni di euro, già esaurita.



INDICE



Le due misure a confronto


Voce

Ricerca e sviluppo

Innovazione tecnologica

Design e ideazione estetica

Norma

Art. 1, cc. 198-209, L. 160/2019 (c. 200)

Art. 1, cc. 198-209, L. 160/2019 (c. 201)

Art. 1, c. 202, L. 160/2019; per il 2026 art. 1, c. 925, L. 199/2025

Stato al 12/10/2026

Attiva fino al periodo d'imposta in corso al 31/12/2031

Conclusa con il periodo d'imposta in corso al 31/12/2025

2026: dotazione esaurita, sportello aperto solo per lo scorrimento

Aliquota attuale

10%

Non più prevista dal 2026

10% (spese 2026)

Limite annuo per impresa

5 milioni di euro

2 milioni (4 milioni per innovazione 4.0 e green) fino al 2025

2 milioni di euro

Accesso

Automatico, con comunicazione al MIMIT tramite GSE

Automatico, con comunicazione al MIMIT tramite GSE

Prenotazione sulla piattaforma MIMIT, poi comunicazione di completamento

Utilizzo

F24, tre quote annuali, codice 6938

F24, tre quote annuali, codice 6938 (crediti residui)

F24, unica quota per le spese 2026


Credito Ricerca e Sviluppo: come funziona


Il credito spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore, dalla dimensione e dal regime contabile.


Sono escluse le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale, e quelle destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell'art. 9, c. 2, D.Lgs. 231/2001.


Non si presenta una domanda e non esiste una graduatoria: il credito si calcola applicando l'aliquota alle spese ammissibili sostenute nel periodo d'imposta, al netto di altre sovvenzioni o contributi ricevuti per le stesse spese.


La fruizione è però subordinata a tre condizioni:


  • la comunicazione al MIMIT (sezione 6),


  • la certificazione contabile delle spese (sezione 7)


  • la regolarità contributiva e in materia di sicurezza sul lavoro al momento dell'utilizzo.


Il credito non è cedibile a terzi, neppure all'interno del consolidato fiscale, e non è rimborsabile.


Dato normativo certo: art. 1, cc. 198-209, L. 160/2019; pagina MIMIT "Credito d'imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica".



Le attività agevolabili


Le attività di ricerca e sviluppo ammissibili sono di tre tipi, definite dall'art. 2 del D.M. 26 maggio 2020 sulla base del Manuale di Frascati dell'OCSE:


1. Ricerca fondamentale: lavori sperimentali o teorici per acquisire nuove conoscenze, senza una diretta applicazione commerciale.


2. Ricerca industriale: ricerca pianificata per acquisire nuove conoscenze utili a sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o sensibilmente migliorati.


3. Sviluppo sperimentale: acquisizione, combinazione e utilizzo delle conoscenze esistenti per realizzare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, anche con prototipi e progetti pilota.


Il discrimine è il superamento di un'incertezza scientifica o tecnologica che non si risolve con le conoscenze già disponibili nel settore. L'adattamento ordinario di un prodotto o l'installazione di una tecnologia esistente non è ricerca e sviluppo.



Aliquote e massimali anno per anno


Periodo d'imposta (esercizio solare)

Ricerca e sviluppo

Innovazione tecnologica

Innovazione 4.0 e green

Design e ideazione estetica

2020

12%

6%

10%

6%

2021-2022

20%, max 4 milioni

10%, max 2 milioni

15%, max 2 milioni

10%, max 2 milioni

2023

10%, max 5 milioni

10%, max 2 milioni

10%, max 4 milioni

10%, max 2 milioni

2024-2025

10%, max 5 milioni

5%, max 2 milioni

5%, max 4 milioni

5%, max 2 milioni

2026

10%, max 5 milioni

non prevista

non prevista

10%, max 2 milioni, nel limite di 60 milioni complessivi (esaurito)

2027-2031

10%, max 5 milioni

non prevista

non prevista

non prevista allo stato



I costi ammissibili


Per la ricerca e sviluppo (c. 200 L. 160/2019) sono ammissibili:


1. spese per il personale, dipendente o autonomo, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;


2. quote di ammortamento, canoni di leasing o di locazione e altre spese relative a beni materiali mobili e software utilizzati nei progetti;


3. contratti di ricerca extra muros con cui un soggetto commissionario svolge direttamente le attività ammissibili;


4. quote di ammortamento per l'acquisto da terzi, anche in licenza d'uso, di privative industriali (invenzioni, topografie di semiconduttori, nuove varietà vegetali);


5. servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività ammissibili;


6. materiali, forniture e prodotti analoghi impiegati nei progetti.


Se nello stesso periodo d'imposta l'impresa svolge attività di categorie diverse, può applicare il beneficio a ciascuna, a condizione che progetti e spese siano separati analiticamente.



La comunicazione al MIMIT tramite GSE


È l'adempimento più spesso trascurato, e la sua mancanza blocca l'utilizzo del credito.


Per i crediti ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design, l'art. 6 del D.L. 29 marzo 2024, n. 39, impone alle imprese, "ai fini della fruizione", di comunicare al Ministero delle Imprese e del Made in Italy:


1. in via preventiva, l'ammontare complessivo degli investimenti che intendono effettuare, la presunta ripartizione negli anni del credito e la relativa fruizione;


2. a completamento, l'aggiornamento della comunicazione con gli investimenti effettivamente realizzati.


Per le spese sostenute dal 1° gennaio al 29 marzo 2024 è richiesta la sola comunicazione di completamento. I modelli sono stati approvati con decreto direttoriale MIMIT del 24 aprile 2024 e, dal 18 maggio 2024, si trasmettono esclusivamente tramite la piattaforma del GSE, con firma elettronica qualificata del legale rappresentante.


La comunicazione non è una domanda e non prenota risorse: senza di essa, però, il credito non si può compensare.

Dato normativo certo: art. 6, c. 1, D.L. 39/2024, conv. L. 67/2024; D.D. MIMIT 24/04/2024.



Certificazione e documentazione obbligatoria


1. Certificazione contabile. L'effettivo sostenimento delle spese deve risultare da una certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate alla revisione, il costo della certificazione è riconosciuto in aumento del credito, fino a 5.000 euro.


2. Relazione tecnica asseverata. Illustra finalità, contenuti e risultati delle attività svolte in ciascun periodo d'imposta per ogni progetto o sotto progetto. È predisposta dal responsabile aziendale delle attività o del progetto e controfirmata dal legale rappresentante; per le attività commissionate a terzi la redige il commissionario.


3. Regolarità contributiva e sicurezza sul lavoro. La fruizione è subordinata al rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.


4. Documentazione di progetto. Registri delle ore del personale, contratti, fatture e imputazione analitica delle spese ai singoli progetti: sono la base su cui, in caso di controllo, si dimostra la natura delle attività.


L'impresa può inoltre richiedere a un certificatore iscritto all'Albo istituito presso il MIMIT una certificazione della qualificazione delle attività svolte.


Dato normativo certo: art. 1, cc. 199 e 205, L. 160/2019; pagina MIMIT, sezione "Oneri documentali".



Utilizzo in F24 e codice tributo


Il credito si indica nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle dei periodi successivi fino al completo utilizzo.


Si usa esclusivamente in compensazione con il modello F24, codice tributo 6938, in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello di sostenimento delle spese, dopo l'adempimento degli obblighi di certificazione.


Dal 2026 la compensazione di qualunque credito è bloccata in presenza di debiti iscritti a ruolo scaduti per importi superiori a 50.000 euro, soglia ridotta rispetto ai precedenti 100.000 euro dall'art. 1, c. 116, L. 199/2025.



Innovazione tecnologica: misura conclusa, crediti ancora in uso


Il credito per l'innovazione tecnologica (c. 201 L. 160/2019), cioè per le attività finalizzate a prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, è stato riconosciuto fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2025: 10% con limite di 2 milioni fino al 2023, 5% con limite di 2 milioni nel 2024 e 2025.


Per l'innovazione finalizzata a obiettivi di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il 5% nel 2024 e 2025 si applicava con limite di 4 milioni.


Per le spese 2026 la misura non è più prevista. I crediti maturati fino al 2025 restano però utilizzabili per le quote residue, con lo stesso codice tributo 6938 e alle stesse condizioni: certificazione contabile, relazione tecnica e comunicazione al MIMIT.



Credito design e ideazione estetica 2026


ll credito design sostiene le attività di ideazione e progettazione estetica che innovano in modo significativo i prodotti sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali (linee, contorni, colori, struttura superficiale, ornamenti), compresa la progettazione e realizzazione dei campionari.


È riservato ai settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo, ceramica.


Per le spese sostenute nel 2026 la L. 199/2025 lo ha riattivato al 10%, con un limite di 2 milioni di euro per impresa, utilizzo in un'unica quota e un limite complessivo di spesa di 60 milioni di euro.


La procedura prevede:


1. una comunicazione di prenotazione per ciascun progetto sulla piattaforma creditodesign.mimit.gov.it, aperta dalle ore 12:00 del 7 luglio 2026;


2. una comunicazione di completamento, entro 30 giorni dalla chiusura del periodo d'imposta, con investimenti realizzati pari ad almeno il 70% di quelli prenotati; i termini di apertura saranno fissati con un successivo decreto direttoriale.



Spese di anni precedenti


Molte imprese hanno svolto negli anni passati attività che avrebbero potuto qualificarsi come ricerca e sviluppo senza averle documentate come tali. Prima di ipotizzare un recupero occorre tenere presenti tre vincoli:


1. il credito va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui le spese sono state sostenute;


2. il riconoscimento richiede la certificazione contabile delle spese e la relazione tecnica relativa a quel periodo d'imposta;


3. per le spese sostenute dal 1° gennaio 2024 è necessaria anche la comunicazione al MIMIT tramite GSE.


Se questi presupposti possono essere ricostruiti in modo documentato, l'eventuale correzione di una dichiarazione già presentata segue le regole generali sulle dichiarazioni integrative e va valutata caso per caso insieme al commercialista dell'impresa.


Non esiste un diritto generalizzato a recuperare il credito di annualità chiuse.



Gli errori più comuni


1. Compensare senza la comunicazione al MIMIT: dal 30 marzo 2024 il credito non è fruibile senza la comunicazione tramite GSE.


2. Qualificare come ricerca e sviluppo ciò che è innovazione o adattamento ordinario: la classificazione sbagliata espone al recupero del credito in sede di controllo.


3. Documentazione costruita a posteriori: registri delle ore, relazione tecnica e imputazione dei costi vanno tenuti durante l'anno, non ricostruiti a distanza di tempo.


4. Compensare prima della certificazione contabile o con DURC irregolare: la compensazione è indebita e comporta il recupero con sanzioni e interessi.


5. Considerare ancora aperta l'innovazione tecnologica: per le spese 2026 la misura non è più prevista.



Domande frequenti


Il credito R&S richiede una domanda o un bando?

No, non c'è domanda né graduatoria. È però obbligatoria la comunicazione preventiva e di completamento al MIMIT tramite la piattaforma GSE, senza la quale il credito non si può utilizzare.

Il 10% delle spese ammissibili, con un limite massimo annuale di 5 milioni di euro per impresa. La stessa aliquota vale dal 2023 e fino al 2031.

12% nel 2020, 20% nel 2021 e 2022 con limite di 4 milioni, 10% dal 2023 con limite di 5 milioni. La tabella completa è nella sezione 4.

No per le spese dal 2026: la misura si è conclusa con il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2025. I crediti già maturati restano utilizzabili per le quote residue.

Il codice 6938, istituito con la Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 13/E del 2021, vale per tutte le categorie del credito: ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design.

La dotazione di 60 milioni è esaurita. La piattaforma continua ad acquisire prenotazioni in ordine cronologico solo ai fini di un eventuale scorrimento, se arriveranno nuove risorse.


Come GD Engineering può aiutarti


Sul credito ricerca e sviluppo il rischio non è ottenerlo, ma non riuscire a dimostrarlo in caso di controllo o utilizzarlo senza aver completato gli adempimenti. GD Engineering qualifica tecnicamente i progetti, separa le attività di ricerca e sviluppo da quelle che non lo sono, imposta durante l'anno la documentazione di progetto, coordina la certificazione contabile, predispone la relazione tecnica e cura la comunicazione al MIMIT tramite GSE prima della compensazione.


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