Giugno 2026
Smart&Start 2026: guida completa al finanziamento
Fino a €1.500.000 a tasso zero, fondo perduto al 30% per chi è al Sud, copertura al 90% per under 36 e donne. Come funziona, chi può accedere e come presentare domanda su Invitalia.
Se hai una startup innovativa (o stai per costituirla) Smart&Start è probabilmente lo strumento più potente che il governo mette a disposizione in questo momento.
Da quando è stato avviato ha finanziato 1.549 startup per un totale di 618 milioni di euro erogati e 800 milioni di investimenti attivati.
In questo articolo
Cos'è Smart&Start e come funziona
Smart & Start è gestito da Invitalia su mandato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
È rivolto alle startup innovative ad alto contenuto tecnologico e funziona come sportello continuativo: non ci sono finestre di apertura, non ci sono graduatorie. Le domande vengono valutate in ordine cronologico di presentazione.
Il meccanismo in sintesi
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Presenti il tuo piano d'impresa online sulla piattaforma Invitalia. Il piano viene valutato da un team interno entro circa 60 giorni — non solo sulla carta, ma con un colloquio diretto con i referenti del progetto.
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Se approvato, ricevi un finanziamento agevolato a tasso zero che copre l'80% (o il 90% con le premialità) delle spese previste nel piano. La quota restante la copri tu.
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Se la tua sede è nel Mezzogiorno, il 30% del finanziamento agevolato viene convertito in contributo a fondo perduto — non lo restituisci.
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Completi il progetto entro 24 mesi dalla firma del contratto, con stati avanzamento lavori (SAL) e rendicontazione delle spese. La quota finanziata la rimborsi in massimo 10 anni a tasso zero, con un preammortamento fino a 12 mesi dall'ultima erogazione.
Chi può accedere: startup, team e imprese estere
Smart&Start non è riservato solo alle startup già costituite. Invitalia ammette tre categorie di beneficiari — e questo amplia notevolmente la platea di chi può presentare domanda.
Startup innovative già costituite
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Società di capitali: Srl, Srls, SpA, società benefit
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Costituita da non più di 60 mesi alla data della domanda
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Sede legale e operativa in Italia
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Fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro
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Non quotata in mercati regolamentati
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Iscritta alla sezione speciale del Registro delle Imprese come startup innovativa
Team non ancora costituiti / Imprese estere
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Se hai l'idea ma non hai ancora aperto la società, puoi comunque presentare domanda. Invitalia ammette i team informali di persone fisiche — italiane o straniere — a condizione che si impegnino a costituire la società entro 30 giorni dall'eventuale approvazione.
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Le startup straniere possono accedere a Smart&Start a condizione di aprire una sede operativa in Italia prima della prima erogazione. Sono ammessi anche i titolari di Startup Visa o Startup Hub.
Il requisito di innovazione
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Spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore tra costi totali e ricavi
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Team composto per almeno 1/3 da dottori di ricerca, oppure per almeno 2/3 da laureati magistrali
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Titolare di brevetti, software registrati o privative industriali pertinenti al progetto
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Quanto vale il finanziamento e il fondo perduto
Smart & Start non è un contributo fisso — è una combinazione di strumenti che varia in base alla localizzazione e al profilo del team. Capire come si costruisce il beneficio totale è fondamentale per stimare il valore reale della misura.
Importi e copertura base
Investimento minimo ammissibile
€100.000
Investimento massimo ammissibile
€1.500.000
Copertura standard
80% delle spese ammissibili
Copertura con premialità
90% delle spese ammissibili
Tasso di interesse
0%
Durata massima rimborso
10 anni
Preammortamento
Fino a 12 mesi dall'ultima erogazione
Fondo perduto — solo per il Mezzogiorno
Se la sede operativa è in una delle regioni del Sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Abruzzo), il 30% del finanziamento agevolato viene convertito in contributo a fondo perduto.
Cosa si può finanziare — e cosa è escluso
Spese ammissibili
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Impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche nuove
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Hardware e infrastrutture IT
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Software, piattaforme tecnologiche, sviluppo prodotto
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Brevetti, marchi, licenze, diritti di proprietà industriale
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Consulenze specializzate a contenuto tecnologico
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Costi del personale: dipendenti e collaboratori qualificati
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Servizi di incubazione e accelerazione
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Marketing e comunicazione (max 20% del totale — solo se connesso al prodotto innovativo)
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Capitale circolante: materie prime, materiali di consumo, hosting (max 20% del totale)
Spese escluse — da non inserire mai nel piano
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Spese sostenute prima della data di presentazione della domanda
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Beni usati o rigenerati
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Spese non direttamente collegate al progetto approvato
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IVA e imposte recuperabili
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Spese di rappresentanza
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Progetti senza contenuto tecnologico o innovativo verificabile
Come presentare domanda su Invitalia: passo per passo
La domanda si presenta esclusivamente online sulla piattaforma Invitalia, attiva nella nuova versione dal 3 novembre 2025. Non esistono sportelli fisici, non si presenta nulla in carta. Ecco la sequenza corretta.
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Ottieni le credenziali digitali: SPID di livello 2, CNS o CIE con lettore. Servono anche firma digitale (formato p7m) e PEC. Attivali con anticipo — i problemi tecnici in fase di registrazione sono frequenti e possono ritardare l'invio.
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Registrati sulla piattaforma Invitalia e crea il tuo profilo. Se sei un team non ancora costituito, ti registri come persona fisica. Se la società è già costituita, utilizzi la partita IVA.
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Prepara il business plan. È il documento centrale — non un allegato secondario. Deve descrivere il prodotto o servizio, il mercato di riferimento, il piano finanziario, le spese previste, il piano occupazionale e i requisiti di innovazione. Invitalia lo legge in dettaglio e poi ti convoca per un colloquio.
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Carica tutti gli allegati: business plan, curriculum dei soci, pitch deck (max 15 slide), documenti d'identità, visura camerale e statuto se la società è già costituita, documentazione sui requisiti di innovazione.
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Invia la domanda con firma digitale. La data e l'ora di invio determinano la tua posizione nello sportello cronologico.
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Colloquio con Invitalia: dopo la verifica formale, vieni convocato per un incontro in videoconferenza con i valutatori. È il momento più delicato — qui si decide l'approvazione.
I tempi reali: dalla domanda alla prima erogazione
Smart&Start non è immediato. Prima di presentare domanda devi sapere cosa aspettarti in termini di tempo — e pianificare la liquidità di conseguenza.
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Settimane 1-2: verifica formale dei requisiti da parte di Invitalia
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Settimane 2-8: istruttoria e valutazione del business plan
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Settimane 6-10: colloquio in videoconferenza con i valutatori Invitalia
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Settimane 10-16: delibera di approvazione o rigetto
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Entro 30 giorni dalla delibera: costituzione della società (solo per team informali)
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Settimane 16-20: firma del contratto con Invitalia e avvio ufficiale del progetto
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Mesi 2-24: realizzazione del progetto con rendicontazione SAL
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Entro 90-120 giorni dalla firma: prima erogazione (anticipo fino al 40% con fideiussione)
Il business plan: il documento che determina tutto
Meno del 30% delle domande Smart & Start viene approvato. Il problema quasi mai è l'idea: è come viene presentata. Il business plan è il documento su cui Invitalia basa l'istruttoria e il colloquio — un piano generico, incompleto o incoerente porta al rigetto anche se il progetto ha potenziale reale.
Cosa valuta Invitalia nel business plan
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Team: competenze, esperienza pregressa e coerenza con il progetto
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Innovazione: novità tecnologica, vantaggio competitivo documentabile, requisiti di innovazione soddisfatti
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Mercato: dimensione, segmentazione, posizionamento competitivo e strategia di go-to-market
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Sostenibilità economico-finanziaria: proiezioni credibili, piano delle spese coerente con l'investimento richiesto
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Fattibilità tecnica: TRL (Technology Readiness Level) adeguato — Invitalia preferisce progetti tra TRL 5 e 7, cioè prototipi validati o in fase di test
Il pitch deck obbligatorio
Oltre al business plan scritto, Invitalia richiede un pitch deck di massimo 15 slide. Non è un riassunto del business plan: è il documento con cui i valutatori si preparano al colloquio. Deve essere chiaro, visivo e diretto — non accademico.
Cumulabilità con altri incentivi
Smart & Start è cumulabile con altri strumenti — ma con regole precise. Il limite principale è il plafond de minimis: 300.000 euro nel triennio. Superarlo porta alla revoca.
Smart&Start + ZES Unica (per startup al Sud)
Per le startup con sede nelle regioni ZES del Mezzogiorno, il credito d'imposta ZES Unica può essere attivato in parallelo sugli investimenti in beni strumentali previsti nel piano d'impresa. La verifica di cumulabilità va fatta caso per caso. Per approfondire la ZES Unica — clicca qui per saperne di più.
Smart&Start + Credito d'imposta R&S
Per le spese in ricerca e sviluppo già incluse nel piano d'impresa Smart&Start, puoi attivare in parallelo il credito d'imposta R&S. I due strumenti operano su logiche diverse — finanziamento agevolato uno, beneficio fiscale l'altro — e sono cumulabili nel rispetto dei massimali. Per approfondire — clicca qui per saperne di più
Smart&Start + Resto al Sud (per under 35 al Sud)
Se hai meno di 35 anni e la tua startup si localizza nelle regioni del Mezzogiorno, valuta anche il Resto al Sud — un programma Invitalia separato che prevede voucher fino a €50.000 e fondo perduto fino al 75%. I due strumenti hanno target parzialmente sovrapposto: la scelta dipende dalla struttura del progetto e dai requisiti specifici. Per approfondire — clicca qui per saperne di più.
Gli errori da non commettere
Meno del 30% delle domande viene approvato. Ecco gli errori più frequenti — tutti evitabili con la giusta preparazione.
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Business plan generico o non coerente con il pitch deck: Invitalia confronta i documenti scritti con le dichiarazioni del colloquio. Contraddizioni o vaghi riferimenti al mercato portano direttamente al rigetto.
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Requisiti di innovazione non documentati: dichiarare di soddisfare i criteri non basta. Serve documentazione concreta: contratti, titoli di studio, registrazioni, spese nei bilanci. Senza prove il requisito non viene riconosciuto.
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Spese non ammissibili nel piano: inserire costi retroattivi, beni usati o voci non direttamente collegate al progetto porta alla riduzione o al rigetto del piano finanziario.
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Sottovalutare il colloquio: il colloquio con Invitalia è una valutazione tecnica vera, non una formalità. Arrivare senza aver preparato risposte solide su team, mercato e fattibilità è la causa più frequente di rigetto.
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Superare il plafond de minimis: se hai già ricevuto aiuti de minimis negli ultimi 3 anni e non lo dichiari, la delibera viene annullata dopo i controlli incrociati INPS/Agenzia delle Entrate.
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Non rispettare la finestra temporale: le spese devono essere avviate dopo la domanda e completate entro 24 mesi dalla firma del contratto. Qualsiasi spesa precedente alla domanda non è rendicontabile.
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FAQ: le domande più frequenti su Smart&Start
Sì. Lo sportello è attivo in modo continuativo sulla nuova piattaforma Invitalia (attiva dal 3 novembre 2025). Non ci sono scadenze prefissate né graduatorie: le domande vengono valutate in ordine cronologico.
Sì. Invitalia ammette i team informali di persone fisiche. Se la domanda viene approvata, hai 30 giorni per formalizzare la costituzione della società.
Sì. Il contributo a fondo perduto del 30% è riservato alle startup con sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno. Per il Centro-Nord il finanziamento è interamente a tasso zero, ma non c'è quota a fondo perduto.
Il 30% si calcola sul finanziamento agevolato, non sulle spese totali. Con copertura all'80%: il fondo perduto equivale al 24% delle spese totali. Con copertura al 90% (premialità): equivale al 27% delle spese totali.
No, Smart&Start non richiede garanzie per il finanziamento base. La fideiussione bancaria o assicurativa è obbligatoria solo se si richiede un anticipo fino al 40% dell'importo approvato.
Sì, ma ogni modifica rilevante al piano approvato deve essere preventivamente autorizzata da Invitalia. Modifiche non autorizzate possono portare alla revoca del finanziamento.
In linea generale sì, per la quota di beni strumentali prevista nel piano d'impresa. La Sabatini copre il costo del finanziamento bancario; Smart&Start copre il finanziamento agevolato Invitalia. Sono strumenti su logiche diverse. Per approfondire la Nuova Sabatini — clicca qui per saperne di più.
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