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Resto al Sud 2026: guida completa per under 35 nel Mezzogiorno

Voucher fino a €50.000 e contributo a fondo perduto fino al 75% per chi vuole avviare o potenziare un'impresa nelle 8 regioni del Sud. Tutto quello che serve sapere prima di presentare domanda.

Se hai meno di 35 anni, sei residente in una delle 8 regioni del Mezzogiorno e vuoi avviare una nuova impresa, il Bando Resto al Sud è la misura più completa che il governo mette a disposizione in questo momento.

Non è solo un contributo a fondo perduto: è un pacchetto che combina un voucher di servizi (fino a €50.000), un finanziamento agevolato e una quota di fondo perduto che può arrivare al 75% dell'investimento

Cos'è il Bando Resto al Sud e come funziona in sintesi

Il Bando Resto al Sud è una misura Invitalia introdotta con il D.L. 91/2017 e riformulata in modo sostanziale dal D.L. 60/2024.

 

La logica è semplice: sostenere chi decide di avviare un'impresa al Sud invece di andarsene, offrendo un pacchetto combinato di risorse finanziarie e supporto tecnico.

Come funziona il meccanismo
  • Presenti domanda su Invitalia: la valutazione avviene in ordine cronologico (sportello), non per merito. La priorità la fa la data di invio.

  • Se ammesso, ricevi un voucher da €40.000 o €50.000 (non rimborsabile) per coprire i costi di tutoraggio e assistenza specialistica. Il voucher è obbligatorio — non puoi rinunciarci.

  • Invitalia finanzia l'investimento con una combinazione di contributo a fondo perduto (fino al 75%) e finanziamento agevolato (quota restante). Il totale finanziabile varia da €50.000 a €200.000.

  • Devi avviare e mantenere l'impresa per almeno 5 anni, con i beni vincolati per 3 anni. Sono previsti due SAL per l'erogazione: 50% a stato avanzamento lavori, saldo a fine progetto.​​​

Qui la scheda tecnica del bando — clicca qui per saperne di più

Le 8 regioni ammesse
  • Il comune deve avere più di 5.000 abitanti

  • L'area deve essere industriale, produttiva o artigianale — non residenziale o mista

  • L'impianto deve essere installato su edifici esistenti o coperture pertinenziali

Settori esclusi
  • Abruzzo

  • Basilicata

  • Calabria

  • Campania

  • Molise

  • Puglia

  • Sardegna

  • Sicilia

Chi può accedere: requisiti anagrafici e occupazionali

Questa è la parte dove la maggior parte delle domande si blocca. I requisiti non sono solo anagrafici — c'è una condizione occupazionale precisa che molti sottovalutano.

Requisiti anagrafici
  • Età compresa tra 18 e 34 anni (under 35) al momento della presentazione della domanda

  • Residenza in una delle 8 regioni ammesse: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia

  • Cittadinanza italiana o europea, oppure permesso di soggiorno valido per i cittadini extra-UE​

Requisiti occupazionali — il punto critico
  •  Disoccupato o inoccupato

  • Inattivo (non stai cercando lavoro e non sei occupato)

  •  Beneficiario del programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori)

  • Working poor: hai un lavoro ma con reddito annuo inferiore ai limiti di legge

Requisiti dell'impresa
  • L'impresa deve essere costituita dopo la presentazione della domanda (o entro 60 giorni dall'esito positivo)

  • Sede operativa e legale in una delle 8 regioni ammesse

  • Il richiedente deve mantenere una quota di partecipazione maggioritaria (>50%) per tutta la durata degli obblighi

  • Non sono ammesse imprese già operative al momento della domanda (con alcune eccezioni per microimprese nate da meno di 12 mesi)

Stai valutando questa misura ma non sei sicuro dei tuoi requisiti occupazionali? Prima di presentare domanda, una verifica tecnica può salvarti da un rigetto. Per capire come funziona la finanza agevolata nel complesso — clicca qui per saperne di più.

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Quanto vale: voucher, fondo perduto e finanziamento

Il Bando Resto al Sud non è un singolo contributo — è un pacchetto. Capire come si compongono le tre componenti è fondamentale per stimare il beneficio reale.

Il voucher di tutoraggio
Tipologia di impresa

Standard

Innovativa, digitale o green

Voucher

€40.000 (non rimborsabile)

€50.000 (non rimborsabile)

Il contributo a fondo perduto + finanziamento agevolato
Quota investimento

Fino a €120.000

Da €120.001 a €200.000

Fondo perduto

75% a fondo perduto

70% a fondo perduto

Cosa si può finanziare

Spese ammissibili
  • Macchinari, impianti, attrezzature nuovi di fabbrica

  • Hardware e software gestionali

  • Arredi e allestimenti necessari all'attività

  •  Ristrutturazione e adattamento di locali (solo se in affitto o proprietà — non di terzi)

  • Spese di avvio: consulenze, licenze, brevetti, marchi

  • Capitale circolante: materie prime, scorte, utenze — fino al 30% dell'investimento totale

Spese escluse — da non inserire mai nel piano
  • Automezzi ad uso generale (auto, furgoni non strettamente operativi)

  • Beni usati o rigenerati

  • Spese già sostenute prima della presentazione della domanda (retroattive)

  • IVA e altre imposte recuperabili

  • Impianti fotovoltaici stand-alone (non strumentali all'attività)

  • Terreni e fabbricati

  • Spese di rappresentanza

Come presentare domanda su Invitalia: la procedura passo per passo

La domanda si presenta esclusivamente online sulla piattaforma Invitalia. Non esistono sportelli fisici. Ecco la sequenza corretta — rispettarla è fondamentale perché ogni fase sblocca la successiva.

  • Registrati su Invitalia: accedi a invitalia-areariservata-fe.npi.invitalia.it con SPID di livello 2 o CIE. Fallo prima di tutto il resto — la registrazione può richiedere giorni in caso di problemi tecnici.

  • Prepara il piano d'impresa: è il documento centrale della domanda. Deve descrivere l'attività, il mercato, il piano finanziario, gli investimenti previsti e il numero di occupati che intendi assumere. La solidità del piano non influisce sulla priorità (è sportello FIFO), ma incide sulla valutazione successiva.

  • Invia la domanda online: la priorità dipende dall'orario e data di invio. Invitalia accetta le domande in ordine cronologico. Con le risorse disponibili, ogni giorno conta.

  • Colloquio in videoconferenza: dopo la verifica formale dei requisiti, Invitalia ti convoca per un colloquio di valutazione del piano d'impresa. Avviene entro 60-90 giorni dalla domanda.

  • Delibera e contratto: se il piano è approvato, ricevi la delibera di concessione e firmi il contratto con Invitalia. Hai 60 giorni per costituire l'impresa (se non l'hai ancora fatto).

  • Realizza l'investimento e richiedi il SAL: dopo aver completato almeno il 50% dell'investimento e delle assunzioni previste, richiedi il primo SAL (50% del contributo). A completamento, richiedi il saldo.

I tempi reali: dalla domanda all'erogazione

Il Bando Resto al Sud non è uno strumento di liquidità immediata. Prima di avviarlo, devi sapere cosa aspettarti in termini di tempo e pianificare la tua cassa di conseguenza.

  • Settimane 1-4: verifica formale dei requisiti da parte di Invitalia

  • Settimane 4-12: convocazione e svolgimento del colloquio in videoconferenza

  • Mesi 3-18: realizzazione dell'investimento, avvio attività e assunzioni previste

  •  Dopo il SAL intermedio: 60-90 giorni per la verifica e l'erogazione del 50%

  •  Dopo il SAL finale: 60-90 giorni ulteriori per verifica e saldo

Il tutoraggio obbligatorio: cosa significa in pratica

Il tutoraggio è una delle caratteristiche distintive del Bando Resto al Sud — e spesso è quella che crea più domande. Non è facoltativo e non puoi scegliere di farne a meno.

Cos'è il tutor e cosa fa

Il tutor è un soggetto accreditato da Invitalia (società di consulenza, incubatori, acceleratori selezionati) che ti affianca per tutta la durata del tutoraggio — da 12 a 24 mesi a seconda del percorso. Non è solo un controllo formale: ti supporta nella gestione operativa, nella revisione del piano d'impresa e nel rispetto degli obblighi contrattuali con Invitalia.

Come si paga il tutoraggio

Il costo del tutor è coperto interamente dal voucher (€40.000 o €50.000). Non esborsi nulla di tasca tua. Il voucher viene erogato direttamente a Invitalia che lo trasferisce ai soggetti accreditati.

Cumulabilità con altri incentivi

Il Bando Resto al Sud è cumulabile con altri strumenti — ma ci sono regole precise da rispettare. Ignorarle porta alla revoca di uno o entrambi i benefici.

Resto al Sud + Credito d'imposta ZES Unica

Per le imprese che si localizzano nelle zone ZES del Sud Italia (praticamente tutto il Mezzogiorno), la combinazione con il credito d'imposta ZES Unica è una delle più potenti del 2026. Le due misure operano su logiche diverse ma possono coprire in modo complementare la stessa spesa, nel rispetto dei massimali di intensità d'aiuto per area assistita.

Per approfondire la ZES Unica — clicca qui per saperne di più.

Resto al Sud + Nuova Sabatini

Cumulabile in linea generale: la Sabatini copre il costo del finanziamento sui beni strumentali; il Resto al Sud copre il fondo perduto sull'investimento. Le due misure possono operare in parallelo sulla stessa impresa, con verifica dei massimali.

 

Per approfondire la Nuova Sabatini — clicca qui per saperne di più.

Resto al Sud + Smart e Start Italia

Per le imprese innovative, Smart e Start Italia è un'altra misura Invitalia che si rivolge a startup e PMI innovative con contributi a fondo perduto e finanziamento agevolato. La cumulabilità tra le due va verificata caso per caso — si tratta di misure con target parzialmente sovrapposti.

 

Per sapere di più — clicca qui per saperne di più.

Gli errori da non commettere

Questi sono gli errori più frequenti che portano al rigetto della domanda o alla revoca del contributo dopo l'approvazione. Ognuno è evitabile.

  • Avviare l'impresa prima della delibera: costituire la società o avviare l'attività prima della delibera Invitalia (salvo eccezioni per microimprese nate da meno di 12 mesi) porta all'esclusione automatica. L'impresa va costituita dopo e comunque entro 60 giorni dalla delibera.

  • Inserire spese escluse nel piano d'impresa: automezzi, beni usati, spese retroattive e IVA non sono ammissibili. Se il piano le include, vengono stralciate e il contributo si riduce di conseguenza — o la domanda viene rigettata se la quota non ammissibile è troppo alta.

  • Non rispettare la quota di partecipazione maggioritaria: il richiedente deve mantenere più del 50% del capitale dell'impresa per tutta la durata degli obblighi (5 anni). Cedere quote anche solo temporaneamente porta alla revoca.

  • Non rispettare il piano occupazionale dichiarato: se nel piano hai indicato 2 assunzioni, devi farle davvero. Invitalia verifica attraverso i report del tutor e la documentazione INPS. Le assunzioni non effettuate portano alla riduzione del contributo.

  • Vendere o spostare i beni entro 3 anni: i beni finanziati sono vincolati per 3 anni. Cederli, alienarli o trasferirli fuori dalla regione è causa di revoca con restituzione immediata del contributo ricevuto.

  • Spostare la sede fuori dalla regione ammessa entro 5 anni: l'obbligo di mantenimento dell'attività nelle regioni del Mezzogiorno dura 5 anni. Trasferire la sede o la sede operativa altrove comporta la revoca totale.

Per non perdere nemmeno un euro, considera una consulenza preventiva. Su GD Engineering trovi tutti gli strumenti di finanza agevolata attivi — clicca qui per saperne di più.

FAQ: le domande più frequenti sul bando Resto al Sud

  • Sì. Lo sportello è attivo dal 15 ottobre 2025 e non ha una data di chiusura prefissata: rimane aperto fino all'esaurimento delle risorse disponibili (356,4 milioni di euro). Man mano che le domande vengono accolte, i fondi si riducono — chi presenta prima ha più probabilità di trovare copertura.

  • Dipende. Se la partita IVA è attiva e stai lavorando come autonomo, in linea generale non puoi accedere perché non rientri nelle condizioni occupazionali richieste (disoccupato, inoccupato, inattivo, GOL o working poor). Ma ci sono eccezioni specifiche — verificare caso per caso con un consulente è la strada corretta.

  • No. Il voucher è destinato esclusivamente a pagare il soggetto tutor accreditato da Invitalia. Invitalia lo eroga direttamente al tutor — non transita sul tuo conto corrente. Non puoi usarlo per altre spese.

  • Non è un requisito obbligatorio per presentare domanda, ma il piano d'impresa deve prevedere un piano occupazionale. In fase di valutazione, Invitalia considera il numero di posti di lavoro creati come elemento di merito. Le assunzioni previste nel piano diventano un obbligo contrattuale — se non le rispetti, il contributo viene ridotto.

  • Tecnicamente puoi presentarla da solo. Praticamente, il piano d'impresa è il documento che determina l'esito del colloquio Invitalia — e un piano mal strutturato porta al rigetto anche se i requisiti formali sono tutti soddisfatti. Affidarsi a un consulente esperto riduce significativamente il rischio.

  • Hai la possibilità di richiedere una revisione del piano, integrare la documentazione o presentare osservazioni nel termine indicato da Invitalia. Se il rigetto è confermato, puoi ripresentare domanda (ma perdi la priorità cronologica della domanda precedente).

  • Sì, in linea generale — le due misure possono coprire in modo complementare gli investimenti nelle zone ZES del Mezzogiorno, nel rispetto dei massimali di intensità d'aiuto. La verifica di cumulabilità va fatta caso per caso. Per approfondire la ZES Unica — clicca qui per saperne di più.

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