Guida alla tabella dei coefficienti di ammortamento 2026


Quale percentuale usare per ammortizzare un macchinario, un computer o un capannone? La tabella ministeriale in vigore, come si legge davvero e un esempio di calcolo con i numeri.
Ogni bene strumentale che entra in azienda (un macchinario, un computer, un'autovettura, un capannone ) va ammortizzato secondo percentuali stabilite per legge, non a discrezione dell'impresa.
Il riferimento è ancora oggi il Decreto Ministeriale 31 dicembre 1988, il testo che fissa i coefficienti massimi di ammortamento fiscalmente riconosciuti per ogni categoria di bene e settore di attività.
È una normativa datata ma tuttora pienamente in vigore, e resta uno dei documenti più consultati da chi si occupa di bilancio e fiscalità d'impresa, perché sbagliare coefficiente significa dedurre più o meno del dovuto, con il rischio di una contestazione in caso di controllo.
INDICE
Cos'è il DM 31/12/1988 e perché si usa ancora oggi
Il Decreto Ministeriale 31 dicembre 1988 fissa i coefficienti massimi di ammortamento fiscalmente ammessi in deduzione, in attuazione dell'art. 102 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).
Si applica ai beni strumentali materiali entrati in funzione a partire dal primo periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 1988, quindi, di fatto, a qualsiasi bene strumentale acquistato da un'impresa italiana oggi.
Il decreto organizza l'economia in 23 gruppi di attività (dall'agricoltura ai servizi, passando per industria, commercio e trasporti), e per ciascun gruppo elenca le categorie di beni con la relativa percentuale massima di ammortamento annuo.
Come è strutturata la tabella: gruppi e specie
Il punto che genera più confusione: la tabella non elenca i beni uno per uno, ma li raggruppa per settore di attività (gruppo) e poi per tipologia di lavorazione all'interno del settore (specie).
Lo stesso macchinario può avere un coefficiente diverso a seconda del settore in cui l'impresa opera.
I tre livelli della tabella:
1. Gruppo: il macro-settore di attività economica dell'impresa (es. Gruppo V Industrie alimentari, Gruppo VII Industrie metallurgiche e meccaniche, Gruppo XVII Industrie dei trasporti e delle telecomunicazioni)
2. Specie: la sotto-categoria all'interno del gruppo, spesso legata al tipo di lavorazione o prodotto (es. all'interno del Gruppo VII: siderurgia, fonderie, fabbriche di macchine industriali)
3. Categoria di bene: la voce specifica con il coefficiente: fabbricati, impianti generici, macchinari specifici, mezzi di trasporto interno
I coefficienti più cercati: ufficio, auto, macchinari, fabbricati
Categorie trasversali (valide per ogni settore)
Categoria di bene | Coefficiente annuo |
Mobili e macchine ordinarie d'ufficio | 12% |
Macchine d'ufficio elettromeccaniche ed elettroniche, compresi i computer e i sistemi telefonici elettronici | 20% |
Autovetture, motoveicoli e simili | 25% |
Autoveicoli da trasporto (autocarri, carrelli elevatori, mezzi di trasporto interno) | 20% |
Costruzioni leggere (tettoie, baracche, chioschi e simili) | 10% |
Industrie metallurgiche e meccaniche (Gruppo VII)
Categoria di bene | Coefficiente annuo |
Fabbricati destinati all'industria | 3% - 5,5% |
Impianti generici e specifici | 10% |
Grandi impianti e macchine operatrici automatiche | 15,5% |
La regola del primo esercizio: il dimezzamento del coefficiente
Una regola che genera errori frequenti in fase di primo utilizzo del bene: nell'esercizio di entrata in funzione del cespite, il coefficiente ordinario si applica ridotto alla metà, indipendentemente dalla data effettiva di acquisto o messa in funzione nel corso dell'anno.
Un macchinario con coefficiente ordinario 15,5% ammortizza il 7,75% nel primo esercizio, qualunque sia il mese di entrata in funzione
Dal secondo esercizio in poi, si applica il coefficiente pieno (15,5% nell'esempio) fino a esaurimento del valore del bene
La riduzione al 50% si applica anche se il bene entra in funzione a gennaio: non è una regola di pro-rata temporis sui mesi, ma un dimezzamento fisso
Esempio di calcolo: l'ammortamento di un macchinario industriale
Un caso concreto: un'impresa metalmeccanica acquista un macchinario da 100.000 € (al netto di IVA), che rientra nella categoria "grandi impianti e macchine operatrici automatiche" del Gruppo VII, con coefficiente ordinario 15,5%.
Anno | Calcolo | Ammortamento | Valore residuo |
1° anno | 100.000 € × 15,5% × 50% | 7.750 € | 92.250 € |
2° anno | 100.000 € × 15,5% | 15.500 € | 76.750 € |
3° anno | 100.000 € × 15,5% | 15.500 € | 61.250 € |
4° anno | 100.000 € × 15,5 | 15.500 € | 45.750 € |
5° anno | 100.000 € × 15,5% | 15.500 € | 30.250 € |
6° anno | 100.000 € × 15,5% | 15.500 € | 14.750 € |
7° anno | quota finale a saldo | 14.750 € | 0 € |
Se il macchinario rientra nei requisiti di interconnessione 4.0, questo stesso investimento può generare in parallelo un credito d'imposta Transizione 4.0/5.0.
Un beneficio distinto e cumulabile con l'ammortamento ordinario.
Per approfondire — clicca qui per saperne di più.
Cosa succede se usi il coefficiente sbagliato
Applicare un coefficiente superiore a quello previsto dal DM 31/12/1988 non è un errore neutro: la quota di ammortamento eccedente il massimo consentito non è fiscalmente deducibile, anche se è stata correttamente contabilizzata a bilancio.
In sede di controllo, l'Agenzia delle Entrate può recuperare a tassazione la quota eccedente, con sanzioni e interessi
Il coefficiente va scelto in base al gruppo e alla specie di attività effettivamente svolta dall'impresa, non al settore merceologico del bene acquistato
Un'impresa che opera in più settori con codici ATECO diversi può dover applicare coefficienti diversi a beni analoghi, se destinati a rami d'azienda differenti
Ammortamento civilistico e fiscale: la differenza che confonde di più
Un'ultima distinzione fondamentale: il coefficiente del DM 31/12/1988 è un limite fiscale, non necessariamente il criterio da usare in bilancio.
Ammortamento civilistico | Ammortamento fiscale |
Basato sulla vita utile stimata del bene | Basato sui coefficienti del DM 31/12/1988 |
Deve rappresentare fedelmente il consumo economico del cespite (principio OIC 16) | Rappresenta il tetto massimo deducibile ai fini delle imposte |
Può essere diverso, anche più lento, del coefficiente fiscale | Se il civilistico è inferiore al fiscale, si deduce solo la quota civilistica |
Va motivato in nota integrativa se si discosta dai coefficienti standard | Eventuali disallineamenti generano variazioni in dichiarazione dei redditi |
Domande frequenti
Posso ammortizzare più velocemente del coefficiente del DM 31/12/1988?
No, il coefficiente ministeriale rappresenta il massimo fiscalmente deducibile in un anno. Un'impresa può scegliere di ammortizzare più lentamente (aliquota inferiore), ma non può superare il tetto massimo senza perdere la deducibilità della quota eccedente.
I beni usati hanno lo stesso coefficiente dei beni nuovi?
Sì, il coefficiente dipende dalla categoria del bene e dal settore di attività, non dal suo stato (nuovo o usato). Cambia però il valore da ammortizzare, che è il prezzo di acquisto del bene usato.
Come si individua il gruppo corretto se la mia impresa opera in più settori?
Si fa riferimento all'attività effettivamente esercitata con il bene specifico, non al codice ATECO principale dell'impresa. Se un macchinario è impiegato in una lavorazione riconducibile a un settore diverso da quello prevalente, si applica il coefficiente di quel settore.
Il software rientra tra i beni con coefficiente 20%?
Il software, se acquistato con licenza d'uso a tempo indeterminato, è generalmente equiparato ai beni immateriali e ammortizzato secondo regole specifiche (spesso in un terzo dell'anno, ex art. 103 TUIR), non secondo i coefficienti del DM 31/12/1988 che riguardano i beni materiali. Va distinto dall'hardware — computer e sistemi elettronici — che rientra invece nel coefficiente 20% qui indicato. Per i beni strumentali digitali agevolabili con crediti d'imposta, clicca qui per saperne di più.
La riduzione del 505 del primo esercuizio si applica anche agli immobili?
Sì, la regola del dimezzamento nel primo esercizio di entrata in funzione si applica a tutte le categorie di beni strumentali materiali previste dal decreto, fabbricati industriali inclusi.
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