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Guida alla tabella dei coefficienti di ammortamento 2026

Immagine del redattore: GD Engineering
GD Engineering
22 set
Tempo di lettura: 6 min
Macchinario iperammortamento 4.0

Quale percentuale usare per ammortizzare un macchinario, un computer o un capannone? La tabella ministeriale in vigore, come si legge davvero e un esempio di calcolo con i numeri.


Ogni bene strumentale che entra in azienda (un macchinario, un computer, un'autovettura, un capannone ) va ammortizzato secondo percentuali stabilite per legge, non a discrezione dell'impresa.


Il riferimento è ancora oggi il Decreto Ministeriale 31 dicembre 1988, il testo che fissa i coefficienti massimi di ammortamento fiscalmente riconosciuti per ogni categoria di bene e settore di attività.


È una normativa datata ma tuttora pienamente in vigore, e resta uno dei documenti più consultati da chi si occupa di bilancio e fiscalità d'impresa, perché sbagliare coefficiente significa dedurre più o meno del dovuto, con il rischio di una contestazione in caso di controllo.


INDICE


Cos'è il DM 31/12/1988 e perché si usa ancora oggi


Il Decreto Ministeriale 31 dicembre 1988 fissa i coefficienti massimi di ammortamento fiscalmente ammessi in deduzione, in attuazione dell'art. 102 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).


Si applica ai beni strumentali materiali entrati in funzione a partire dal primo periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 1988, quindi, di fatto, a qualsiasi bene strumentale acquistato da un'impresa italiana oggi.


Il decreto organizza l'economia in 23 gruppi di attività (dall'agricoltura ai servizi, passando per industria, commercio e trasporti), e per ciascun gruppo elenca le categorie di beni con la relativa percentuale massima di ammortamento annuo.



Come è strutturata la tabella: gruppi e specie


Il punto che genera più confusione: la tabella non elenca i beni uno per uno, ma li raggruppa per settore di attività (gruppo) e poi per tipologia di lavorazione all'interno del settore (specie).


Lo stesso macchinario può avere un coefficiente diverso a seconda del settore in cui l'impresa opera.



I tre livelli della tabella:

1.  Gruppo: il macro-settore di attività economica dell'impresa (es. Gruppo V Industrie alimentari, Gruppo VII Industrie metallurgiche e meccaniche, Gruppo XVII Industrie dei trasporti e delle telecomunicazioni)


2.  Specie: la sotto-categoria all'interno del gruppo, spesso legata al tipo di lavorazione o prodotto (es. all'interno del Gruppo VII: siderurgia, fonderie, fabbriche di macchine industriali)


3.  Categoria di bene: la voce specifica con il coefficiente: fabbricati, impianti generici, macchinari specifici, mezzi di trasporto interno




I coefficienti più cercati: ufficio, auto, macchinari, fabbricati


Categorie trasversali (valide per ogni settore)

Categoria di bene

Coefficiente annuo

Mobili e macchine ordinarie d'ufficio

12%

Macchine d'ufficio elettromeccaniche ed elettroniche, compresi i computer e i sistemi telefonici elettronici

20%

Autovetture, motoveicoli e simili

25%

Autoveicoli da trasporto (autocarri, carrelli elevatori, mezzi di trasporto interno)

20%

Costruzioni leggere (tettoie, baracche, chioschi e simili)

10%



Industrie metallurgiche e meccaniche (Gruppo VII)

Categoria di bene

Coefficiente annuo

Fabbricati destinati all'industria

3% - 5,5%

Impianti generici e specifici

10%

Grandi impianti e macchine operatrici automatiche

15,5%



La regola del primo esercizio: il dimezzamento del coefficiente


Una regola che genera errori frequenti in fase di primo utilizzo del bene: nell'esercizio di entrata in funzione del cespite, il coefficiente ordinario si applica ridotto alla metà, indipendentemente dalla data effettiva di acquisto o messa in funzione nel corso dell'anno.


  • Un macchinario con coefficiente ordinario 15,5% ammortizza il 7,75% nel primo esercizio, qualunque sia il mese di entrata in funzione


  • Dal secondo esercizio in poi, si applica il coefficiente pieno (15,5% nell'esempio) fino a esaurimento del valore del bene


  • La riduzione al 50% si applica anche se il bene entra in funzione a gennaio: non è una regola di pro-rata temporis sui mesi, ma un dimezzamento fisso



Esempio di calcolo: l'ammortamento di un macchinario industriale


Un caso concreto: un'impresa metalmeccanica acquista un macchinario da 100.000 € (al netto di IVA), che rientra nella categoria "grandi impianti e macchine operatrici automatiche" del Gruppo VII, con coefficiente ordinario 15,5%.


Anno
Calcolo
Ammortamento

Valore residuo

1° anno

100.000 € × 15,5% × 50%

7.750 €

92.250 €

2° anno

100.000 € × 15,5%

15.500 €

76.750 €

3° anno

100.000 € × 15,5%

15.500 €

61.250 €

4° anno

100.000 € × 15,5

15.500 €

45.750 €

5° anno

100.000 € × 15,5%

15.500 €

30.250 €

6° anno

100.000 € × 15,5%

15.500 €

14.750 €

7° anno

quota finale a saldo

14.750 €

0 €


Se il macchinario rientra nei requisiti di interconnessione 4.0, questo stesso investimento può generare in parallelo un credito d'imposta Transizione 4.0/5.0.


Un beneficio distinto e cumulabile con l'ammortamento ordinario.

Per approfondire — clicca qui per saperne di più.



Cosa succede se usi il coefficiente sbagliato


Applicare un coefficiente superiore a quello previsto dal DM 31/12/1988 non è un errore neutro: la quota di ammortamento eccedente il massimo consentito non è fiscalmente deducibile, anche se è stata correttamente contabilizzata a bilancio.


  • In sede di controllo, l'Agenzia delle Entrate può recuperare a tassazione la quota eccedente, con sanzioni e interessi


  • Il coefficiente va scelto in base al gruppo e alla specie di attività effettivamente svolta dall'impresa, non al settore merceologico del bene acquistato


  • Un'impresa che opera in più settori con codici ATECO diversi può dover applicare coefficienti diversi a beni analoghi, se destinati a rami d'azienda differenti



Ammortamento civilistico e fiscale: la differenza che confonde di più


Un'ultima distinzione fondamentale: il coefficiente del DM 31/12/1988 è un limite fiscale, non necessariamente il criterio da usare in bilancio.


Ammortamento civilistico
Ammortamento fiscale

Basato sulla vita utile stimata del bene

Basato sui coefficienti del DM 31/12/1988

Deve rappresentare fedelmente il consumo economico del cespite (principio OIC 16)

Rappresenta il tetto massimo deducibile ai fini delle imposte

Può essere diverso, anche più lento, del coefficiente fiscale

Se il civilistico è inferiore al fiscale, si deduce solo la quota civilistica

Va motivato in nota integrativa se si discosta dai coefficienti standard


Eventuali disallineamenti generano variazioni in dichiarazione dei redditi



Domande frequenti


Posso ammortizzare più velocemente del coefficiente del DM 31/12/1988?

No, il coefficiente ministeriale rappresenta il massimo fiscalmente deducibile in un anno. Un'impresa può scegliere di ammortizzare più lentamente (aliquota inferiore), ma non può superare il tetto massimo senza perdere la deducibilità della quota eccedente.

Sì, il coefficiente dipende dalla categoria del bene e dal settore di attività, non dal suo stato (nuovo o usato). Cambia però il valore da ammortizzare, che è il prezzo di acquisto del bene usato.

Si fa riferimento all'attività effettivamente esercitata con il bene specifico, non al codice ATECO principale dell'impresa. Se un macchinario è impiegato in una lavorazione riconducibile a un settore diverso da quello prevalente, si applica il coefficiente di quel settore.

Il software, se acquistato con licenza d'uso a tempo indeterminato, è generalmente equiparato ai beni immateriali e ammortizzato secondo regole specifiche (spesso in un terzo dell'anno, ex art. 103 TUIR), non secondo i coefficienti del DM 31/12/1988 che riguardano i beni materiali. Va distinto dall'hardware — computer e sistemi elettronici — che rientra invece nel coefficiente 20% qui indicato. Per i beni strumentali digitali agevolabili con crediti d'imposta, clicca qui per saperne di più.

Sì, la regola del dimezzamento nel primo esercizio di entrata in funzione si applica a tutte le categorie di beni strumentali materiali previste dal decreto, fabbricati industriali inclusi.


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