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Iperammortamento 2026: maggiorazioni, requisiti tecnici e come non perdere il credito

Il decreto attuativo MIMIT-MEF del 4 maggio cambia le regole sulla documentazione, introduce 5 comunicazioni GSE obbligatorie e chiarisce l’ammissibilità di BESS e SaaS. Tutto quello che devi sapere prima di muoverti.

L'iperammortamento 2026 è una delle misure fiscali più vantaggiose disponibili oggi per le imprese che investono in macchinari, impianti e tecnologie Industria 4.0.

Maggiorazioni fino al 180% del costo del bene. Nessun click day, nessuna graduatoria. Il diritto matura automaticamente — se hai i requisiti e la documentazione è in ordine.

Con il decreto attuativo del 4 maggio 2026 cambiano alcune regole operative importanti: la perizia asseverata diventa obbligatoria per tutti gli investimenti (non più solo sopra i 300.000 €), la procedura GSE introduce 5 comunicazioni sequenziali obbligatorie, e alcune categorie di beni — sistemi BESS e software SaaS — hanno ricevuto chiarimenti specifici.

Cos'è l'iperammortamento 2026 e come funziona

L'iperammortamento consente alle imprese di dedurre fiscalmente un importo superiore al costo reale del bene acquistato. Non è un rimborso, né un contributo a fondo perduto: il meccanismo opera in dichiarazione dei redditi, abbattendo il reddito imponibile.

Esempio pratico: acquisendo un macchinario da 1 milione di euro con aliquota di maggiorazione al 180%, il valore fiscalmente deducibile sale a 2,8 milioni di euro. Le quote di ammortamento si calcolano su questo valore maggiorato — generando un risparmio IRES significativo distribuito sugli anni di vita utile del bene.

Il bene mantiene il suo valore contabile reale: la maggiorazione esiste solo ai fini fiscali. Non devi aspettare compensazioni in F24 — l'effetto si vede direttamente in dichiarazione dei redditi.

Scaglioni e beneficio fiscale concreto

La misura si applica su tre scaglioni di investimento, con maggiorazioni decrescenti:

Scaglione e maggiorazione

Fino a 2,5 milioni € → maggiorazione 180%

Da 2,5M a 10M € → maggiorazione 100%

Da 10M a 20M € → maggiorazione 50%

Oltre 20M € → nessuna maggiorazione

Beneficio fiscale indicativo (IRES 24%)

43,2% del costo del bene

24% sulla quota eccedente

12% sulla quota eccedente

I plafond si calcolano per anno solare (2026, 2027, 2028 separati)

Chi può accedere

Possono beneficiare dell’iperammortamento 2026 tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa con strutture produttive ubicate in Italia: società di capitali (SRL, SpA, SAPA), società di persone (SNC, SAS), imprese individuali, stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Non vi sono limiti di dimensione aziendale.

Sono escluse le imprese in liquidazione, fallimento, concordato preventivo senza continuità aziendale o sottoposte a procedure concorsuali.

Condizioni necessarie per tutte:

•  DURC regolare al momento dell’investimento

•  Rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro

•  Beni destinati a strutture produttive situate in Italia

Quali beni sono agevolabili

Sono agevolabili i beni strumentali nuovi compresi negli Allegati IV (beni materiali) e V (beni immateriali) della L. 199/2025, a condizione che siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Allegato IV — Beni materiali (4 gruppi principali):

•  Macchine utensili e sistemi di produzione con controllo CNC/PLC

•  Sistemi di movimentazione e stoccaggio automatizzati (AGV, magazzini automatici)

•  Sistemi HMI, realtà estesa, retail interattivo

•  Infrastrutture digitali avanzate: server HPC e GPU, reti 5G private, cybersecurity OT, edge computing industriale

Allegato V — Beni immateriali (27 categorie)

•  AI generativa e LLM applicati ai processi produttivi

•  Software per carbon footprint e Digital Product Passport

•  ERP/MES interconnessi al ciclo produttivo

•  Energy Management Systems per microgrid aziendali

•  Piattaforme di process mining e ottimizzazione filiera

I requisiti tecnici obbligatori del bene

Un bene non rientra nell’iperammortamento solo perché è nuovo o tecnologico: deve possedere caratteristiche tecniche specifiche, documentabili e verificabili al momento del controllo. Questo è il punto dove la maggior parte delle imprese sottovaluta il rischio.

I cinque requisiti obbligatori (note ‘5+2’ di Industria 4.0):

•  Controllo tramite CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller)

•  Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento remoto di istruzioni

•  Integrazione automatizzata con il sistema logistico, la rete di fornitura o altre macchine del ciclo produttivo

•  Interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva

•  Conformità ai parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro

Non basta che il bene li abbia: bisogna dimostrarlo con documentazione tecnica specifica e verificabile. Se mancano le prove, il beneficio decade.

La procedura GSE: le 5 comunicazioni obbligatorie

A differenza dei vecchi crediti d’imposta automatici, l’iperammortamento 2026 è gestito dal GSE S.p.A. tramite piattaforma telematica dedicata, accessibile con SPID o CIE del legale rappresentante. L’apertura della piattaforma è confermata per metà giugno 2026.

Il decreto attuativo introduce 5 comunicazioni obbligatorie e sequenziali. Saltarne una o invertire la sequenza blocca l’accesso al beneficio.

Comunicazione

Preventiva

Conferma

Monitoraggio

annuale

Monitoraggio semestrale

Completamento

Contenuto e scadenza

Struttura produttiva, tipologia e importo investimenti previsti, data prevista di interconnessione. Da inviare prima di avviare l’investimento.

Entro 60 giorni dall’esito positivo della preventiva. Include estremi del pagamento di un acconto pari al 20% del costo. Ammesse solo variazioni in diminuzione rispetto alla preventiva.

Entro il 20 gennaio di ogni anno. Obbligatoria per investimenti avviati e non ancora completati.

Entro il 30 giugno di ogni anno. Include piano di ammortamento e quote di incentivo per esercizio.

Entro il 15 novembre 2028. Può riguardare anche solo una parte dei beni dichiarati, consentendo chiusure progressive.

Date rilevanti

L’iperammortamento non ha click day né sportello da aprire. Il diritto matura automaticamente nel momento in cui l’investimento viene effettuato e i requisiti sono soddisfatti. Le scadenze GSE, invece, sono vincolanti

1° gennaio 2026 - Decorrenza della misura

4 maggio 2026 - Firma decreto attuativo MIMIT-MEF (non ancora in G.U.)

Metà giugno 2026 - Apertura piattaforma GSE, comunicazione preventiva disponibile

30 settembre 2028 -  Termine per effettuare gli investimenti

15 novembre 2028 -  Termine per la comunicazione di completamento al GSE

Cumulabilità con altri incentivi

L’iperammortamento 2026 è cumulabile con alcune misure e incompatibile con altre. La regola di base: non deve verificarsi un doppio finanziamento sullo stesso euro di spesa, e il totale degli incentivi non deve superare il 100% del costo dell’investimento.

Cumulabile con:

•  ZES Unica — leggi l'articolo 

•  Nuova Sabatini — leggi l'articolo

•  Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno - leggi gli articoli

•  Bandi regionali (se i singoli regolamenti lo consentono) - leggi i bandi

•  Garanzia Fondo PMI fino all’80% (non genera doppio finanziamento) 

Documentazione: dove si perde il credito

L’iperammortamento non richiede una domanda di accesso, ma richiede documentazione tecnica precisa. È il punto più critico — e quello che più spesso trasforma un’agevolazione legittima in un problema con l’Agenzia delle Entrate.

Cosa è cambiato con il decreto del 4 maggio

A differenza del regime precedente (L. 232/2016), che ammetteva l’autocertificazione per beni fino a 300.000 €, la L. 199/2025 richiede la perizia tecnica asseverata per tutti gli investimenti, indipendentemente dal valore. Ogni fascicolo deve includere tre elementi obbligatori:

1. Perizia tecnica asseverata

Rilasciata da un ingegnere o perito industriale iscritto all’albo, oppure da ente accreditato. Attesta le caratteristiche tecniche del bene, la sua inclusione negli Allegati IV o V della L. 199/2025, e l’avvenuta interconnessione.

2. Certificazione contabile delle spese

Rilasciata da revisore legale o società di revisione iscritti al registro. Per le imprese non soggette a revisione obbligatoria, comporta un costo aggiuntivo. Attesta l’effettivo sostenimento dei costi, la loro congruenza e la corretta imputazione contabile.

3. Dicitura obbligatoria in fattura

Ogni fattura relativa ai beni agevolati deve riportare la seguente dicitura:

GD Engineering

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