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Linea Impresa Efficiente 2026: fino al 45% a fondo perduto

Regione Lombardia stanzia 28,2 milioni di euro per le PMI che riducono i consumi energetici e le emissioni. Investimento da €100k a €5M, sportello aperto fino a esaurimento fondi

Ridurre i costi energetici dell'azienda e farsi finanziare fino al 45% dell'investimento dalla Regione: è quello che permette la Linea Impresa Efficiente, la misura lombarda dedicata all'efficientamento energetico dei processi produttivi.

La dotazione è di 28,2 milioni di euro.

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Il contributo a fondo perduto effettivo arriva fino al 45% per chi installa impianti a energia rinnovabile, cogenerazione o idrogeno, e fino al 20% (micro/piccole imprese) o 15% (medie imprese) per gli interventi di efficienza energetica tradizionali; con il regime de minimis, il contributo è del 25% fino a un massimo di €250.000.

Cos'è la Linea Impresa Efficiente e chi la gestisce

La Linea Impresa Efficiente è una misura del Programma Regionale FESR 2021-2027 approvata dalla Regione Lombardia con Delibera n. 4452 del 26 maggio 2025.

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L'avviso è stato successivamente modificato: la Delibera di Giunta n. XII/6441 del 6 luglio 2026 e il decreto attuativo n. 9324 del 10 luglio 2026, pubblicato sul Bollettino Ufficiale il 16 luglio, ne hanno aggiornato il testo intervenendo su cumulabilità, obblighi di pubblicizzazione e criteri di rendicontazione. Le regole illustrate in questa pagina sono quelle in vigore dopo tale aggiornamento.

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Supporta le PMI lombarde che investono nell'efficientamento energetico dei propri processi produttivi, nella riduzione delle emissioni climalteranti e nell'adozione di fonti rinnovabili.

Chi può accedere: requisiti principali

Possono presentare domanda le imprese che rispettano tutti questi criteri:

  • Micro, piccole e medie imprese (PMI) iscritte e attive nel Registro delle Imprese

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  • Sede operativa in Lombardia dove realizzare il progetto

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  • Almeno due bilanci approvati e depositati

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  • Rating creditizio adeguato (scala 1-10 del Fondo Centrale di Garanzia)

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  • DURC regolare

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  • Progetto che riduce di almeno il 30% le emissioni climalteranti rispetto alla situazione attuale

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Gli impianti a fonti rinnovabili non sono finanziabili da soli. Fotovoltaico, solare termico, pompe di calore e cogenerazione ad alto rendimento sono ammissibili solo se abbinati a un intervento sui macchinari e impianti produttivi, oppure su domotica, illuminazione LED o sistemi di monitoraggio dei consumi.

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Un progetto che prevede solo l'installazione di un impianto fotovoltaico non rientra nella misura. È il punto che genera più equivoci, perché la parte a fonti rinnovabili è quella con il contributo più alto.

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Sono ammissibili solo le spese sostenute dal giorno successivo all'invio della domanda, al netto dell'IVA e devono essere tutte indicate nella diagnosi energetica.

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Quanto puoi ottenere a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto varia in base alla tipologia di intervento e alla dimensione dell'impresa:

Tipologia intervento
Micro/Piccole — Medie

Efficienza energetica (macchinari, LED,

domotica)

20% — 15%

Energie rinnovabili (fotovoltaico,

pompe calore, solare termico)

45% — 45%

Regime de minimis (alternativo)

25% fino a €250.000

Il decreto di luglio ha riscritto i criteri di rendicontazione delle spese e ha reso operativo l'obbligo di indicare il Codice Unico di Progetto nelle fatture relative ai beni e ai servizi agevolati.

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Il codice va inserito nell'apposito campo della fattura elettronica oppure, in alternativa, nell'oggetto del documento, insieme alla dicitura che indica l'avviso di riferimento.

 

Se una fattura è già stata emessa senza CUP, può essere regolarizzata attraverso il servizio dedicato disponibile dal 27 gennaio 2026 nell'area riservata del portale "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate, per le operazioni successive al 31 maggio 2023.

 

In sede di rendicontazione va allegato l'elenco protocollato delle operazioni effettuate sui codici.

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Il punto da non sottovalutare: in assenza di regolarizzazione la spesa non è ammissibile.

 

Conviene quindi allineare fin dal primo ordine i fornitori sulla corretta compilazione della fattura, invece di rincorrere le correzioni alla fine del progetto.

La diagnosi energetica: cos'è e perché è obbligatoria

La diagnosi energetica è il documento tecnico che certifica lo stato attuale dei consumi dell'azienda e stima la riduzione che il progetto produrrà. È obbligatoria per accedere alla misura.

Deve essere redatta secondo la norma UNI EN 16247, sulla base di dati energetici reali degli ultimi 12 mesi (dati ex-ante), e includere la proiezione dei consumi dopo gli interventi (dati ex-post).

La diagnosi può coprire l'intera sede aziendale oppure uno o più specifici processi produttivi. Le spese per la sua redazione rientrano tra le spese tecniche ammissibili (fino al 10% del totale).

Spese ammissibili

Il bando finanzia investimenti orientati alla riduzione dei consumi e delle emissioni:

  • Macchinari e impianti per l'efficientamento dei processi produttivi

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  • Sistemi di domotica e illuminazione LED

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  • Sistemi di monitoraggio dei consumi energetici

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  • Impianti fotovoltaici (su edifici e strutture preesistenti)

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  • Pompe di calore

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  • Impianti solari termici

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  • Sistemi di cogenerazione ad alto rendimento

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  • Sistemi di accumulo energetico

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  • Recupero calore da processi produttivi

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  • Spese tecniche di consulenza e diagnosi energetica (max 10% delle altre voci)

Come presentare la domanda 

La domanda si presenta sulla piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia, con procedura a sportello in ordine cronologico di invio.

  • Commissiona la diagnosi energetica (norma UNI EN 16247) con dati ex-ante degli ultimi 12 mesi

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  • Verifica che il progetto raggiunga la soglia minima di riduzione del 30% delle emissioni

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  • Individua un istituto di credito convenzionato per la quota di finanziamento

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  • Prepara il piano di investimento con tutta la documentazione tecnica

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  • Invia la domanda sulla piattaforma Bandi e Servizi — vale l'ordine cronologico di arrivo

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Lo sportello ha osservato una sospensione tecnica il 20 luglio 2026: le domande inviate fino alle 12:00 seguono le regole precedenti, mentre dalle 16:00 dello stesso giorno si applicano le nuove disposizioni.

 

Durante la sospensione tutte le istanze rimaste in stato di bozza sono state eliminate automaticamente: chi aveva una domanda non ancora inviata deve ricompilarla.

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Cumulabilità da Luglio 2026

Dal 20 luglio 2026 le regole per cumulare la Linea Impresa Efficiente con altri contributi sono cambiate. Ora sono più favorevoli alle imprese.

  • Puoi sommare questo contributo ad altre agevolazioni sulla stessa spesa, comprese quelle "de minimis", a patto che il totale non superi il 100% dei costi ammissibili e che ogni misura rispetti il proprio limite massimo. 

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  • Puoi cumulare con misure che non sono considerate aiuti di Stato, come gli incentivi fiscali, per esempio l'Iperammortamento 2026, che può affiancarsi al contributo regionale sullo stesso investimento.

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C'è un solo divieto assoluto: non puoi mai combinare questo contributo con fondi del PNRR, in nessuna forma. È una regola generale del Programma FESR Lombardia, non specifica di questo bando, e vale anche se la misura PNRR sembra coprire una spesa diversa.

Domande frequenti sulla Linea Impresa Efficiente

  • È una misura FESR 2021-2027 che finanzia le PMI lombarde che investono nell'efficientamento energetico e nelle energie rinnovabili. Offre un contributo a fondo perduto fino al 45% e una garanzia regionale gratuita sul finanziamento bancario.

  • Gli interventi a energie rinnovabili — fotovoltaico, pompe di calore, solare termico — ottengono il 45% a fondo perduto sia per le micro/piccole che per le medie imprese.

  • Sì. Deve essere redatta secondo la norma UNI EN 16247 e dimostrare una riduzione di almeno il 30% delle emissioni climalteranti. Senza questa soglia il progetto non è ammissibile.

  • L'investimento minimo è €100.000, il massimo è €5.000.000 per progetto.

  • 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione, con possibilità di proroga di 3 mesi.

  • Le imprese costituite da meno di due anni (nessun bilancio depositato), le grandi imprese (non PMI), e quelle con rating creditizio insufficiente secondo la metodologia del Fondo Centrale di Garanzia.

  • Sì, e dal 20 luglio 2026 in modo più ampio rispetto al passato. Il cumulo con altre agevolazioni sulle stesse spese è ammesso entro il 100% dei costi ammissibili, nel rispetto delle intensità massime di ciascuna misura. È consentito anche il cumulo con gli incentivi fiscali, che non sono aiuti di Stato. Resta vietato il cumulo con qualsiasi risorsa del PNRR. La verifica va comunque fatta caso per caso, perché il calcolo dipende dal regime di aiuto scelto in domanda.

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