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Aprile 2026

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Stai pianificando un investimento industriale nei prossimi 12 mesi? Verifichiamo insieme quali misure PNRR-correlate puoi cumulare.

 

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PNRR 2025: senza il piano il PIL sarebbe in calo. E per le imprese il tempo stringe

Confindustria lancia l'allarme: crescita anemica, solo metà delle risorse sarà spesa. Quello che devi sapere se stai pianificando un investimento.

Il PIL italiano 2025 crescerà dello 0,5%. Un risultato definito «anemico» da Confindustria — ma che senza il PNRR si trasformerebbe in una contrazione dello 0,3%.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vale circa 130 miliardi di euro per il biennio 2025-2026. Ma secondo le stime, solo il 50% di quelle risorse — circa 65 miliardi — verrà effettivamente speso.

Se stai pianificando un investimento nel tuo impianto, in macchinari o in tecnologia, quello che succede con il PNRR ti riguarda direttamente. 

I numeri: cosa dice davvero il rapporto Confindustria

Confindustria ha pubblicato un'analisi che mette in fila i dati senza filtri. Il quadro per il 2025 è questo:

Scenario con PNRR

PIL 2025: +0,5%

PIL 2026: +0,6%

Effetto PNRR sul PIL: +0,8 punti percentuali

Scenario senza PNRR

 PIL 2025: -0,3% (contrazione)

 PIL 2026: +0,1% (crescita minima)

Saldo biennio 2025-2026: -0,2%

La differenza tra crescita e recessione, in questo momento, si chiama PNRR. Non è un giudizio politico — è un dato che emerge direttamente dai modelli econometrici di Confindustria

A complicare il quadro, la contrazione dell'industria italiana: nel secondo trimestre 2025 il settore ha registrato un -0,1%, segnale di una fragilità strutturale che gli investimenti pubblici devono contribuire a correggere.

Perché solo metà delle risorse verrà spesa

Su circa 130 miliardi di euro programmati per il 2025-2026, le stime indicano che ne verranno spesi circa 65 — il 50%. Non per mancanza di fondi: per difficoltà di attuazione.

I nodi principali che rallentano la spesa:

•  Complessità burocratica delle procedure di accesso e rendicontazione

•  Carenza di capacità progettuale nelle amministrazioni pubbliche locali

•  Ritardi nell'attuazione di riforme strutturali collegate alle misure

•  Tempi tecnici di realizzazione degli investimenti previsti

Per le imprese, questo crea una situazione paradossale: le risorse ci sono, ma la catena che dovrebbe farle arrivare agli investimenti reali è lenta e inceppata in più punti.

Il 2026 e i fondi in ritardo: cosa cambia

L'inclusione degli 11 miliardi rinviati dal 2024 al 2026 non è una buona notizia travestita da contabilità. Significa che quelle risorse devono essere spese in un arco di tempo più compresso, su procedure e cantieri già in ritardo.

Per chi deve presentare progetti, ottenere certificazioni tecniche o accedere a misure correlate al PNRR, il calendario è più stretto di quanto sembri. Le scadenze di rendicontazione con Bruxelles non si spostano.

Cosa significa per una PMI che deve investire oggi

Il PNRR non finanzia direttamente le singole imprese in modo diretto — ma genera una catena di misure, bandi e incentivi che spesso si intrecciano: Transizione 4.0, Transizione 5.0, Nuova Sabatini, bandi regionali cofinanziati con fondi PNRR.

Il punto critico non è «se accedere», ma «quando» e «in quale combinazione».

•  Le misure correlate al PNRR hanno scadenze rigide: ritardare significa perdere il diritto al beneficio

•  La cumulabilità tra misure è possibile, ma soggetta a regole precise che cambiano nel tempo

•  Le risorse riprogrammate dal 2024 al 2026 creano una concentrazione di domanda: chi arriva prima ha meno concorrenza sulle istruttorie

Confindustria propone anche una manovra economica triennale da almeno 8 miliardi di euro l'anno per sostenere gli investimenti produttivi. Se venisse approvata, aggiungerebbe un ulteriore strato di opportunità — ma anche di complessità — per chi sta pianificando oggi.

Gli investimenti pubblici come motore: dove si concentra la spesa

L'analisi Confindustria è netta su un punto: in questo momento, la crescita italiana è trainata dagli investimenti pubblici. Non dai consumi privati, non dall'export — dagli investimenti.

Le aree di concentrazione della spesa PNRR rilevanti per le imprese industriali:

•  Transizione digitale e industria 4.0 / 5.0

•  Efficienza energetica e sistemi rinnovabili negli impianti produttivi

•  Infrastrutture logistiche e di connettività

•  Ricerca e sviluppo applicato (anche in collaborazione con università e centri di ricerca)

•  Formazione tecnica e aggiornamento delle competenze industriali

Come GD Engineering ti aiuta a non perdere la finestra PNRR

Muoversi tra le agevolazioni fiscali senza una guida tecnica significa lasciare valore sul tavolo o, peggio, esporsi a sanzioni evitabili in caso di contestazioni.

GD Engineering analizza ogni attività agevolabile, ricostruisce i costi al centesimo e gestisce l'intero processo internamente — dalla strategia fino alla compensazione fiscale. Il servizio include la redazione di una perizia asseverata da un professionista qualificato, a garanzia della corretta certificazione dei costi, più un dossier tecnico dettagliato pronto per l'utilizzo.

Le risorse ci sono. La finestra si chiude. Il momento per mappare il tuo investimento è prima che la fila si formi.

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